Cosa diceva il suono del modem?
Per chi si collegava a internet negli anni del modem, quel suono era indimenticabile: sembrava un fax impazzito. In realtà ogni fischio aveva un significato preciso, ed era una vera telefonata tra due computer.
La linea è libera?
Il primo passo era il più semplice. Il modem alzava la cornetta da solo e ascoltava il segnale di linea, per essere sicuro che nessuno in casa stesse già telefonando.
Poi componeva il numero del provider. Ogni cifra era fatta da due note suonate insieme, una grave e una acuta: lo stesso sistema dei telefoni a tastiera. La centrale telefonica le riconosceva e collegava la chiamata al computer del fornitore di internet.
Una nota per spegnere i filtri
Dall'altra parte un altro modem rispondeva e suonava una nota lunga e acuta. Non era un saluto, ma un comando.
La rete telefonica era pensata per la voce, e conteneva dei filtri anti eco che miglioravano le conversazioni ma avrebbero rovinato i dati. Quella nota serviva a disattivarli, per lasciare libera la strada.
Presentarsi e provare la linea
Subito dopo i due modem si presentavano: si scambiavano brevi messaggi per dirsi quali standard conoscevano, e sceglievano il modo più veloce che sapevano usare entrambi.
Poi arrivava la prova della linea. Il modem lanciava fischi a frequenze diverse e ascoltava come arrivavano dall'altra parte. Così capiva quanto era disturbato il filo e quanto velocemente poteva trasmettere senza errori.
Il fruscio finale
L'ultimo suono, quel fruscio simile a una radio fuori sintonia, erano già dati veri. Venivano rimescolati apposta, in modo che passassero meglio sul filo del telefono.
A quel punto l'altoparlante del modem si spegneva, e il silenzio voleva dire una cosa sola: eri connesso. Linea libera, numero, risposta, presentazione, prova e dati: tutto in pochi secondi.
Cinque minuti per una foto
La velocità massima di quei modem era di cinquantasei kilobit al secondo. Con quel ritmo, una foto da due megabyte, come quelle che oggi mandiamo in un istante, avrebbe impiegato quasi cinque minuti ad arrivare.
E per tutto il tempo del collegamento c'era un altro inconveniente: la linea era occupata. Chi provava a chiamare a casa trovava il telefono occupato, e chi alzava la cornetta sentiva solo fischi.
Lo sapevi?
- I toni usati per comporre il numero sono gli stessi dei telefoni a tastiera: due note per ogni cifra.
- La nota acuta di risposta serviva a spegnere i filtri anti eco della rete telefonica.
- A cinquantasei kilobit al secondo, una foto da due megabyte richiedeva quasi cinque minuti.
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