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Chi ha inventato lo zero?
Lo zero non ha un solo inventore. Babilonesi e Maya usavano già un segno per indicare un posto vuoto, ma furono i matematici indiani a trattarlo come un numero vero: nel 628 d.C. Brahmagupta ne scrisse le regole di calcolo. Dall'India passò agli Arabi e arrivò in Europa con il Liber Abaci di Fibonacci, nel 1202.
In breve
- Lo zero serve sia come segnaposto nei numeri sia come numero vero e proprio.
- Babilonesi e Maya usavano un segno per il vuoto, ma non lo trattavano come un numero.
- In India, nel 628 d.C., Brahmagupta scrisse le regole per calcolare con lo zero.
- Lo zero arrivò in Europa dagli Arabi, grazie al Liber Abaci di Fibonacci del 1202.
Parole chiave
- Sistema posizionale: Un modo di scrivere i numeri in cui il valore di una cifra dipende dalla posizione che occupa.
- Segnaposto: Un simbolo che indica una posizione vuota all'interno di un numero.
- Numeri indo-arabici: Le cifre da 0 a 9 che usiamo oggi, nate in India e diffuse dagli Arabi.
- Sistema binario: Un sistema posizionale che usa solo le cifre 0 e 1, alla base dei computer.
- Shunya: La parola sanscrita per lo zero, che significa vuoto.
Domande di verifica
- Quali sono i due compiti diversi dello zero?
- Che differenza c'è tra lo zero dei Babilonesi e quello di Brahmagupta?
- Da quale parola araba deriva la parola zero?
- Perché lo zero è indispensabile per i computer?
Esperimento / attività
Scrivi il numero 2026 in numeri romani e prova a moltiplicarlo per 3 senza tradurlo nei nostri numeri. Poi fai la stessa moltiplicazione in colonna con le cifre normali. Confronta il tempo che ti serve nei due casi.