Chi ha inventato il telefono?
Sui libri americani c'è scritto Alexander Graham Bell, in Italia si risponde Antonio Meucci. Hanno ragione un po' tutti e due: è una delle storie più contese della tecnica, fatta di prototipi, brevetti e soldi che mancavano.
Il primo a far viaggiare la voce con l'elettricità fu l'italiano Antonio Meucci, che chiamò il suo apparecchio telettrofono e nel 1871 depositò negli Stati Uniti un caveat, una specie di prenotazione del brevetto. Il brevetto vero del telefono lo ottenne però Alexander Graham Bell, nel marzo 1876.
Chi era Antonio Meucci?
Antonio Meucci nacque a Firenze il 13 aprile 1808. Era un tecnico teatrale pieno di ingegno: alla Pergola di Firenze conobbe la moglie, Ester, che faceva i costumi. Per le sue idee politiche finì in prigione e poi lasciò la Toscana, trasferendosi nel 1835 all'Avana, a Cuba, dove lavorò al Teatro Tacón.
Lì, intorno al 1849, mentre curava un paziente con le scosse elettriche, una terapia di moda all'epoca, si accorse di sentire la voce dell'uomo arrivare lungo il filo. Era l'idea giusta: trasformare la voce in corrente elettrica e ritrasformarla in voce dall'altra parte.
Nel 1850 si trasferì a New York e poco dopo andò a vivere a Staten Island, dove rimase per il resto della vita. Quando Ester si ammalò gravemente di artrite e non poté più alzarsi dal letto, Meucci collegò il suo laboratorio alla camera da letto con un filo: uno dei primi collegamenti telefonici domestici della storia.
Perché Meucci non ottenne il brevetto?
Per un motivo tristemente banale: i soldi. Un brevetto completo costava 250 dollari, una cifra che Meucci, povero e quasi sconosciuto, non aveva.
Il 28 dicembre 1871 depositò allora un caveat, un avviso che diceva all'ufficio brevetti: sto lavorando a questa invenzione, non datela ad altri. Il caveat però scadeva e andava rinnovato ogni anno, pagando 10 dollari. Dopo il 1874 Meucci non riuscì più a pagarli.
Pensaci come a una prenotazione al ristorante: se non confermi, il tavolo va al prossimo. Meucci aveva anche mandato i suoi modelli a una società collegata alla Western Union, sperando in un accordo. I modelli, però, andarono perduti.

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Bell era uno scozzese trasferito in America, insegnante di sordi e studioso della voce. Il 14 febbraio 1876 presentò all'ufficio brevetti di Washington la sua domanda per un apparecchio che trasmetteva i suoni con l'elettricità.
Lo stesso giorno l'inventore Elisha Gray depositò un caveat per un'idea molto simile. Il brevetto andò a Bell e fu rilasciato il 7 marzo 1876, con il numero 174.465. È considerato uno dei brevetti più contestati della storia americana.
Il 10 marzo 1876 Bell fece la prima chiamata riuscita, al suo assistente nella stanza accanto: "Mr. Watson, come here, I want to see you", cioè "Watson, venga qui, voglio vederla". Il principio era semplice da dire e difficile da realizzare. Nel microfono la voce fa vibrare una sottile membrana, e quella vibrazione fa variare la corrente nel filo, in su e in giù con lo stesso ritmo dei suoni. All'altro capo la corrente variabile muove un'altra membrana, che rifà gli stessi suoni. È come trasformare la voce in un'onda di elettricità e poi di nuovo in voce.
Bell aveva una cosa che a Meucci mancava: finanziatori, avvocati e una società capace di portare il telefono in ogni casa. Un po' come accadde a Edison, che vinse con la sua rete elettrica più che con l'idea, come racconta chi ha inventato la lampadina.
Come finì la battaglia legale?
Male per Meucci. La Globe Company, che lo sosteneva, fece causa alla compagnia di Bell, ma una sentenza del 1887 diede ragione a Bell. Nello stesso 1887 il governo degli Stati Uniti chiese di annullare il brevetto di Bell per frode.
Meucci morì il 18 ottobre 1889, a 81 anni, ancora povero. Il brevetto di Bell scadde nel 1893 e il caso si chiuse senza che un tribunale stabilisse chi fosse il vero inventore.
La rivincita arrivò più di un secolo dopo. L'11 giugno 2002 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti approvò la risoluzione 269. Riconosce il lavoro di Meucci e dice che, se avesse potuto pagare i 10 dollari del caveat dopo il 1874, il brevetto non sarebbe potuto andare a Bell.
Attenzione però: è una risoluzione della sola Camera, un riconoscimento simbolico e non una sentenza. Pochi giorni dopo, in Canada, dove Bell aveva vissuto, la ministra Sheila Copps annunciò in Parlamento una mozione per ribadire che l'inventore era Bell.
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VEDI LA LISTA →Allora, chi ha inventato il telefono?
Da ingegnere, la risposta onesta è che le invenzioni raramente hanno un solo padre. Meucci ebbe l'idea e costruì apparecchi funzionanti anni prima degli altri. Bell ottenne il brevetto, perfezionò l'apparecchio e lo trasformò in un servizio per tutti. Gray ci arrivò quasi insieme a loro.
La lezione vale ancora oggi: un'idea geniale non basta, bisogna anche proteggerla e farla arrivare alle persone. Dal filo di Meucci è partita una strada lunghissima: centrali, cavi sottomarini, modem che fischiavano, fino allo smartphone. Se ti incuriosisce quel fischio, leggi cosa diceva il suono del modem.
Lo sapevi?
- Meucci chiamò la sua invenzione telettrofono e collegò con un filo il laboratorio alla camera della moglie malata.
- Il caveat di Meucci costava 10 dollari l'anno; dopo il 1874 non riuscì più a rinnovarlo.
- Bell e Elisha Gray presentarono i loro documenti all'ufficio brevetti lo stesso giorno, il 14 febbraio 1876.
Domande frequenti
Meucci ha inventato il telefono?
Meucci costruì per primo apparecchi che trasmettevano la voce con l'elettricità e nel 1871 depositò un caveat. Non ottenne mai il brevetto, che andò a Bell nel 1876.
Cosa ha deciso il Congresso americano nel 2002?
L'11 giugno 2002 la Camera dei Rappresentanti approvò la risoluzione 269, che riconosce il lavoro di Meucci sul telefono. È un riconoscimento simbolico, non una sentenza sul brevetto.
Qual è stata la prima telefonata della storia?
La prima chiamata riuscita di Bell è del 10 marzo 1876, all'assistente Thomas Watson nella stanza accanto. Meucci però aveva già usato collegamenti a filo in casa sua molti anni prima.
Cos'era il telettrofono?
Era il nome che Meucci diede al suo apparecchio per trasmettere la voce a distanza tramite l'elettricità. Ci lavorò prima all'Avana e poi a New York.
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Riassunto, parole chiave, domande di verifica e un esperimento. Medie · Storia, Tecnologia, Scienze.
Fonti: U.S. House of Representatives, H. Res. 269, 107th Congress (11 giugno 2002); Ministero della Cultura, Biblioteche, Profilo di Antonio Meucci; A. G. Bell, brevetto USA n. 174.465, Improvement in Telegraphy (7 marzo 1876)
Come citare questa pagina
de Pasquale, A. (2026). Chi ha inventato il telefono?. Il Mentenauta. https://mentenauta.it/perche/chi-ha-inventato-il-telefono/
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