Il Mentenauta
INGEGNERIA

Come si costruisce un ponte?

Un ponte sembra solo una strada sospesa nel vuoto. In realtà è il risultato di anni di studio: si parte dal terreno, si costruiscono fondazioni e pile, poi si posa l'impalcato, e alla fine lo si carica di camion per vedere se si comporta come previsto.

IN BREVE

Un ponte si costruisce dal basso verso l'alto: prima si studia il terreno, poi si realizzano le fondazioni su plinti o pali, quindi le pile e le spalle. Sopra si posa l'impalcato, con gru, varo a spinta o a sbalzo. Alla fine si aggiungono giunti e appoggi e si fa il collaudo con prove di carico.

Che cosa deve fare, in pratica, un ponte?

Un ponte ha un solo compito: portare un carico da una parte all'altra di un ostacolo, che sia un fiume, una valle o un'altra strada, e scaricare tutto il peso a terra in modo sicuro.

Il peso arriva da tante cose: la struttura stessa, che spesso è la parte più pesante, le auto e i camion, la neve, il vento, le variazioni di temperatura e, in Italia, anche i terremoti. L'ingegnere li mette tutti in conto prima di disegnare anche una sola linea.

Dentro il ponte questi carichi diventano due tipi di sforzo. La compressione schiaccia, come quando premi una spugna. La trazione tira, come quando allunghi un elastico. La pietra e il calcestruzzo resistono benissimo alla compressione, l'acciaio è il campione della trazione. Gran parte dell'arte del progettista sta nel decidere chi fa cosa.

LA LISTA DEL MENTENAUTA

Come scegliere i set LEGO: guida all'acquisto per fascia di prezzo

I set LEGO sono uno dei pochi giocattoli che passano da una generazione all'altra senza perdere valore. Qui trovi set recenti divisi per budget, dai piccoli Creator 3 in 1 ai modelli Technic e Icons da esposizione.

VEDI LA LISTA →

Quali tipi di ponte esistono?

Il più antico è il ponte ad arco: la forma curva trasforma il peso in compressione e lo spinge verso le sponde. I Romani lo avevano capito benissimo, tanto che a Roma il Ponte Fabricio, costruito nel 62 a.C., è ancora oggi attraversato ogni giorno dai pedoni.

Poi c'è il ponte a travi, il più comune: una trave appoggiata su pile, come un'asse posata su due mattoni. La trave si piega un po', la parte sopra si comprime e quella sotto si tende. È il ponte dei cavalcavia e di molti viadotti autostradali.

Quando la distanza da coprire cresce, servono i cavi d'acciaio. Nel ponte strallato dei cavi dritti, gli stralli, partono da alte torri e reggono l'impalcato come le corde di un'arpa. Nel ponte sospeso due grandi cavi passano sopra le torri e da loro pendono tanti tiranti verticali. Il record oggi è del ponte 1915 Çanakkale, in Turchia: inaugurato nel 2022, ha una campata centrale di 2.023 metri, 32 in più del giapponese Akashi Kaikyo che deteneva il primato.

Da dove si comincia a costruire?

Si comincia da sotto, dove non si vede. Prima di tutto si studia il terreno con sondaggi e prove: bisogna sapere se sotto c'è roccia, sabbia o argilla, e dove scorre l'acqua. Un ponte splendido su un terreno sbagliato non sta in piedi a lungo.

Poi si costruiscono le fondazioni. Se il terreno buono è in superficie bastano grandi blocchi di calcestruzzo armato, i plinti. Se è in profondità si infilano nel suolo dei pali, colonne lunghe anche decine di metri che vanno a cercare gli strati resistenti. In un fiume si lavora spesso dentro paratie che tengono lontana l'acqua.

Sopra le fondazioni nascono le pile, i sostegni intermedi, e le spalle, le strutture alle due estremità che collegano il ponte alla strada. Le pile in acqua vanno protette dall'erosione: è proprio la corrente che scava attorno ai sostegni una delle cause più frequenti dei crolli, come racconto in perché crolla un ponte.

Come si posa la strada sopra le pile?

La parte su cui si cammina o si guida si chiama impalcato, e ci sono diversi modi per metterla al suo posto. Il più semplice è costruire delle travi in fabbrica, portarle in cantiere e sollevarle con grandi gru da una pila all'altra.

Quando sotto c'è un fiume profondo o una valle, le gru non arrivano. Allora si usa il varo a spinta: l'impalcato si costruisce a pezzi su una sponda e viene spinto in avanti con martinetti idraulici, scivolando sopra le pile come un cassetto che si apre. Oppure si costruisce a sbalzo: si parte da una pila e si aggiungono conci da una parte e dall'altra, in equilibrio, finché le due metà si incontrano a metà campata.

Tra un tratto e l'altro si lasciano piccoli spazi, i giunti, perché il ponte d'estate si allunga e d'inverno si accorcia. Ne parlo in perché i ponti hanno i giunti. Sotto l'impalcato ci sono anche gli appoggi, dispositivi che lasciano al ponte la libertà di muoversi un poco senza rompersi.

Come si capisce che il ponte è sicuro?

Prima di aprire un ponte al traffico si fa il collaudo. La prova più spettacolare è la prova di carico: si mettono sopra camion pieni di sabbia o ghiaia in posizioni precise e si misura quanto l'impalcato si abbassa. Se la freccia, cioè l'abbassamento, corrisponde ai calcoli e quando i camion se ne vanno il ponte torna com'era, il comportamento è quello previsto.

Un esempio recente è il ponte Genova San Giorgio, progettato da Renzo Piano e lungo 1.067 metri: è stato inaugurato il 3 agosto 2020, dopo il crollo del viadotto Polcevera, con un cantiere seguito da tutta Italia.

Ma il lavoro non finisce con il taglio del nastro. Un ponte va ispezionato e mantenuto per tutta la vita, che oggi si progetta per durare molti decenni. Il Ponte Fabricio ci ricorda che, con un buon progetto e tanta cura, un ponte può superare i duemila anni.

Lo sapevi?

  • Il Ponte Fabricio a Roma fu costruito nel 62 a.C. ed è ancora oggi percorribile a piedi.
  • Il ponte sospeso con la campata più lunga al mondo è il 1915 Çanakkale in Turchia, aperto nel 2022: 2.023 metri tra le due torri.
  • Il ponte Genova San Giorgio, lungo 1.067 metri, è stato inaugurato il 3 agosto 2020.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole a costruire un ponte?

Dipende dalle dimensioni e dal luogo. Un piccolo cavalcavia con travi prefabbricate può richiedere pochi mesi, mentre i grandi ponti sospesi richiedono anni di lavoro, oltre al tempo per progetto e autorizzazioni.

Che differenza c'è tra un ponte strallato e un ponte sospeso?

Nel ponte strallato i cavi vanno dritti dalla torre all'impalcato, come le corde di un'arpa. Nel ponte sospeso due grandi cavi principali passano sopra le torri e l'impalcato è appeso a tiranti verticali: è la soluzione per le campate più lunghe.

Che cos'è il varo a spinta?

È una tecnica in cui l'impalcato viene costruito a tratti su una sponda e poi spinto in avanti con martinetti idraulici, scivolando sopra le pile. Si usa quando sotto c'è un fiume o una valle dove non si possono piazzare gru.

Perché i ponti romani sono ancora in piedi?

Gli archi in pietra lavorano quasi solo a compressione, lo sforzo che la pietra sopporta meglio. Erano anche molto robusti rispetto ai carichi dell'epoca, e quelli arrivati fino a noi sono stati riparati e mantenuti nei secoli.

PER LA SCUOLA

Scheda didattica stampabile

Riassunto, parole chiave, domande di verifica e un esperimento. Medie · Tecnologia, Scienze, Storia.

Apri la scheda →

Fonti: Turismo Roma (Roma Capitale), Ponte Fabricio; Structurae, 1915 Çanakkale Bridge; Structurae, Polcevera Viaduct (2020), Genova

Come citare questa pagina

de Pasquale, A. (2026). Come si costruisce un ponte?. Il Mentenauta. https://mentenauta.it/perche/come-si-costruisce-un-ponte/

Hai una domanda?

Scrivila nei commenti sotto i nostri reel su Instagram: le più votate diventano un video.

ALTRI PERCHÉ

Continua a esplorare

OGNI SERA ALLE 20:00

Un nuovo perché, spiegato in un minuto.