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STRISCE ANTI-MOSCHE

Perché le zebre hanno le strisce?

Per più di un secolo gli scienziati hanno discusso sulle strisce delle zebre. Oggi gli esperimenti indicano una risposta sorprendente: servono soprattutto a difendersi dai tafani e dalle altre mosche che pungono, che sulle strisce non riescono ad atterrare bene.

IN BREVE

Secondo gli studi più recenti, le zebre hanno le strisce soprattutto per difendersi dai tafani e dalle altre mosche che pungono. Gli esperimenti mostrano che questi insetti fanno fatica ad atterrare sulle superfici a strisce: si avvicinano, ma non rallentano in tempo e rimbalzano via. Altre ipotesi, come il mimetismo, hanno prove più deboli.

Le zebre sono bianche a strisce nere o nere a strisce bianche?

È la prima domanda che fanno tutti, e ha una risposta precisa: sotto il pelo la pelle della zebra è nera. Le strisce bianche sono zone in cui i peli non producono il pigmento scuro. Per questo molti biologi descrivono la zebra come un animale scuro con delle strisce chiare.

Di solito si contano tre specie di zebre, tutte africane: la zebra di pianura, la più diffusa, la zebra di montagna e la zebra di Grévy, la più grande, che può arrivare a pesare circa 450 chili. Ogni specie ha un suo disegno: quella di Grévy, per esempio, ha strisce fitte e sottili.

E nessuna zebra è uguale a un'altra: le strisce sono uniche come le nostre impronte digitali. Guardando bene le foto, i ricercatori possono riconoscere i singoli animali di un branco.

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Quali spiegazioni sono state proposte?

Il mistero è antico. Già Charles Darwin e Alfred Russel Wallace, i due naturalisti che proposero la teoria dell'evoluzione per selezione naturale, ne discutevano senza arrivare a un accordo.

Nel tempo le ipotesi principali sono diventate quattro. Le strisce servirebbero a mimetizzarsi nell'erba alta; a confondere i leoni quando il branco scappa e le sagome si sovrappongono; a raffreddare il corpo sotto il sole africano; oppure a tenere lontani gli insetti che pungono.

Sembrano tutte ragionevoli, ed è proprio questo il problema: un'idea che suona bene non basta. In scienza, come in ingegneria, una spiegazione deve passare la prova dei dati. Ed è qui che la storia diventa interessante.

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Cosa hanno scoperto gli scienziati?

Il biologo Tim Caro, dell'Università della California a Davis, ha dedicato anni alla questione e nel 2016 ci ha scritto un intero libro. Nel 2014, con i suoi colleghi, aveva confrontato le zone in cui vivono le diverse specie di zebre, cavalli e asini selvatici con tutti i fattori che potevano spiegare le strisce. Il legame più forte era con la presenza di tafani e altre mosche che pungono: dove queste mosche sono attive più a lungo durante l'anno, gli animali sono più striati.

Una corrispondenza sulla mappa, però, non è ancora una prova. Così, nel 2019, il gruppo di Caro, insieme a ricercatori dell'Università di Bristol, ha fatto un esperimento in un allevamento del Regno Unito che ospitava sia zebre sia cavalli. Hanno filmato i tafani intorno agli animali.

Le mosche giravano intorno a zebre e cavalli più o meno allo stesso modo. Sulle zebre, però, riuscivano ad atterrare molto meno. Invece di rallentare per posarsi, arrivavano veloci e finivano per rimbalzare via. E quelle poche che atterravano restavano sulla zebra per meno tempo.

La prova più divertente è arrivata con i cavalli travestiti. Gli scienziati hanno fatto indossare ad alcuni cavalli delle coperte nere, bianche oppure a strisce bianche e nere. Sulle coperte a strisce i tafani atterravano meno che su quelle a tinta unita. Lo stesso animale, con un disegno diverso addosso, attirava meno atterraggi: quindi conta proprio il disegno.

Perché le strisce confondono le mosche?

Il meccanismo preciso è ancora studiato, ma i filmati dicono molto. Da lontano le strisce non fermano i tafani, che si avvicinano lo stesso. Il problema nasce negli ultimi centimetri, quando la mosca deve frenare e posarsi: con le strisce sbaglia la manovra.

Pensa a un pilota che deve atterrare su una pista con segnali poco chiari: se non capisce bene quanto manca al suolo, non frena in tempo e deve riprovare. Per un tafano, un atterraggio fallito è un pasto perso.

Per una zebra non è un dettaglio da poco. In Africa le mosche che pungono possono trasmettere malattie gravi agli animali, e il pelo corto delle zebre non basta a proteggerle dalle punture.

Le altre ipotesi non sono state del tutto scartate, e qualche ricercatore continua a studiarle. Finora, però, nessuna ha raccolto prove solide quanto quella delle mosche.

Le strisce possono aiutare anche altri animali?

C'è chi ha provato a usare lo stesso trucco. Nel 2019 un gruppo di ricercatori giapponesi ha dipinto strisce bianche su sei mucche nere. Il risultato, pubblicato sulla rivista PLOS ONE, è stato di quasi il 50% di punture di tafano in meno.

Per un ingegnere è un'idea elegante: invece di usare un prodotto chimico, si usa la geometria. Un giorno potrebbe aiutare gli allevatori a proteggere il bestiame con meno insetticidi, anche se servono altri studi per capire quanto dura l'effetto e come applicarlo su larga scala.

Il regno animale è pieno di segnali che sembrano strani finché qualcuno non li misura con pazienza. Se ti piacciono questi misteri, leggi anche perché i gatti fanno le fusa.

Lo sapevi?

  • Sotto il pelo la pelle delle zebre è nera.
  • Non esistono due zebre con le strisce uguali: il disegno è unico come un'impronta digitale.
  • Nel 2019 alcune mucche nere dipinte a strisce bianche hanno ricevuto quasi il 50% di punture di tafano in meno.

Domande frequenti

Le zebre sono bianche o nere?

Sotto il pelo la pelle è nera. Per questo molti biologi dicono che la zebra è un animale scuro con strisce chiare.

Le strisce servono a mimetizzarsi dai leoni?

È una delle ipotesi più antiche, ma le prove a favore sono deboli. Gli studi più recenti indicano come funzione principale la difesa dalle mosche che pungono.

Quante specie di zebre esistono?

Di solito se ne contano tre: la zebra di pianura, la zebra di montagna e la zebra di Grévy. Vivono tutte in Africa.

Due zebre possono avere le stesse strisce?

No, il disegno di ogni zebra è unico. Per questo i ricercatori possono riconoscere i singoli animali dalle fotografie.

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Fonti: Caro T., How M. J. e colleghi, Benefits of zebra stripes: Behaviour of tabanid flies around zebras and horses, PLOS ONE (2019); Caro T. e colleghi, The function of zebra stripes, Nature Communications (2014); Caro T., Zebra Stripes, University of Chicago Press (2016); University of Bristol, Research reveals why the zebra got its stripes (2019)

Come citare questa pagina

de Pasquale, A. (2026). Perché le zebre hanno le strisce?. Il Mentenauta. https://mentenauta.it/perche/perche-le-zebre-hanno-le-strisce/

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